Maudie Lewis e la sua vita a colori

Maudie Lewis e la sua vita a colori

Qualche mese fa su Netflix ho visto un film dal titolo ” Maudie – Una vita a colori“. Già il titolo mi ispirava e ancora di più mi ha ispirato quando ho letto che parlava di una donna che dipingeva. Una donna meravigliosa che solo dopo ho scoperto esistere veramente: Maudie Lewis non è solo la protagonista del film, ma una donna reale che aveva veramente vissuto quello che nel film veniva così bene raccontato.

 

Maudie Lewis

 

Una vita a colori

 

Maud Dowley nasce il 7 marzo 1903 a South Ohio, Nuova Scozia.fin da giovane soffre di artrite reumatoide, una malattia dolorosa e debilitante. Quando i genitori muoiono solo il fratello eredita la casa di famiglia e Maud si trasferisce a Digby per vivere con una zia. Maud si avvicin all’arte grazie al sostegno della madre e crea cartoline natalizie con gli acquerelli. 

Un giorno in un negozio di Digby trova un annuncio di lavoro: un certo Everett Lewis, pescivendolo, cercava una domstica o meglio qualcuno che vivesse con lui e si occupasse della casa. Stufa di vivere con la zia, si presenta a casa di Everett e dopo poche settimane i due si sposano. Siamo nel gennaio 1938 e Maud ha già 34 anni.

La loro casa, una stanza e una soffitta, diventerà pian piano lo studio di Maud.

Maud Lewis accompagna quotidianamente il marito nel  giro di vendita di pesce, portando con sé le cartoline natalizie che lei continua a disegnare. Le vende per 25 centesimi. Le cartoline sono molto apprezzate dai clienti del marito tanto da incoraggiarla ad iniziare a dipingere. Inizia a dipingere su varie superfici come sul cartone per esempio. Lewis è un’artista prolifica. Dipinge su qualsiasi superficie disponibile nella loro piccola casa: pareti, porte, paniere, perfino il forno. Copre completamente la semplice e commerciale carta da parati con dei sinuosi steli, foglie, e boccioli. Everett incoraggia Maud a dipingere, e le compra i suoi primi colori ad olio.

Maud Lewis ama usare colori accesi nei suoi dipinti, e i soggetti erano spesso fiori ma anche qualche animale, ma sono le cartoline natalizie e i calendari le procurarono visibilità. 

 

 

Tra il 1945 e il 1950, la gente comincia a fermarsi a casa di Maud ed Everett che si trovava su una strada principale, la Highway N. 1, la principale autostrada e percorso turistico nella Nuova Scozia occidentale, e lo fa per comprare i suoi dipinti per pochissimi dollari.

Finalmente, grazie ad un articolo sul giornale di Toronto Star Weekly nel 1964, attira l’attenzione nazionale. Due dei suoi dipinti di sono ordinati dalla Casa Bianca nel 1970 durante la presidenza di Richard Nixon.

 Sfortunatamente, la sua artrite le ha impedito di completare altri ordini dovuti alla visibilità ottenuta a livello nazionale.

Durante l’ultimo anno della sua vita, Maud Lewis rimane in un angolo di casa sua, dipingendo tutte le volte che può mentre viaggia avanti e indietro dall’ospedale. Morì a Digby il 30 luglio 1970, mentre il marito Everett è ucciso da un ladro in un tentativo di furto a casa sua nel 1979.

 

Un modello di resilienza

 

Ciò che più mi ha colpito di Maudie Lewis è proprio la sua capacità di adattare la sua vita alla enorme difficoltà che la sua malattia le causava. Non si arrende al dolore e alla malattia ma ne fa un punto di forza. Anche quando l’artrite reumatoide è ormai a uno stadio avanzato, lei aspetta pazientemente il momento in cui le braccia riescono ancora a muovere il pennello e le permettono di trasmettere tutta la sua gioia di vivere nei dipinti.

Sicuramente un esempio che ci porta a riflettere su quanto una passione come la pittura possa riuscire a vincere anche la più grande delle difficoltà. Basta crederci veramente e tutto diventa più facile o quanto meno possibile.

 

Anche se raccontandovi la sua vita vi ho in qualche modo raccontato il film, non preoccupatevi, troverete che non tutto vi è stato svelato

Quindi, tanto lo so che hai l’abbonamento a Netflix, inserisci questo film nella tua lista e guardalo appena possibile! Ne vale la pena

 

P.S. Le foto usate per questo articolo sono tratte dal web e non avendo trovato un sito dedicato a Maud Lewis le ho trovate attraverso Google Immagini. Purtroppo non sono riuscita a risalire alla fonte di origine per poterla citare o per chiedere permesso di pubblicazione. Ho preferito però usarle comunque e nel caso in cui riuscirò a trovare l’autore delle foto a correggere e inserire la fonte.

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