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Dell’arte di stupirsi

Dell’arte di stupirsi

La capacità di stupirsi è, a mio avviso, innata in noi: pensa a un bambino piccolo quando scopre le cose più banali e semplici. Sgrana gli occhioni, sorride ed è felice.

Gli basta poco per esprimere la sua gioia incontenibile, la sua contentezza così spontanea e vera.

Poi cresciamo e un po’ perdiamo quest’arte di stupirci e questo mi sembra sempre più evidente nelle nuove generazioni. Non so se è solo una mia sensazione o se anche tu hai la pensi così.

Faccio mia questa frase di Albert Einstein

 

 

Se non riesci più a stupirti di nulla, sei come morto.

Molto probabilmente ti chiederai di cosa ci possiamo stupire in questo mondo che sembra andare a rotoli, dove si parla solo di guerre, di morti, di virus che ci stanno cambiando il modo di vivere la quotidianità, di cambiamenti climatici? Ci si stupisce sicuramente di tutto ciò ma non in modo positivo purtroppo.

E io ti rispondo che bisogna semplicemente esercitarsi allo stupore perché stupirsi è un’arte che si può imparare. Ricordi quando ti ho parlato della gratitudine?

Credo che anche per lo stupore, il meravigliarsi si possano fare dei piccoli esercizi, degli esercizi di Meraviglia!

Inizia appena sveglia a guardare fuori dalla finestra e trova qualcosa di cui stupirti. Non deve essere una grande cosa, basta poco veramente.

Una bella pioggia dopo giorni di siccità o viceversa un bel sole caldo dopo tanti giorni di pioggia …

Un uccellino che canta sull’albero del giardino …

Un arcobaleno dopo il temporale …

Un panorama mozzafiato che scopri così all’improvviso durante una gita in montagna …

La nascita di un bambino …

I suoi primi passi e le sue prime parole …

Una persona sconosciuta che ti passa accanto e ti sorride …

Come vedi ci sono tantissime cose che ti possono portare questa bella emozione che è lo stupore, il meravigliarsi. Basta saperle cogliere e lasciarsi affascinare da esse.

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