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Parole di ispirazione: intervista a Marta Della Bella

Marta Della Bella e le sue parole di ispirazione

Parole di ispirazione: intervista a Marta Della Bella

Oggi ti propongo una intervista particolare alla scoperta delle parole di ispirazione.

Se finora ho dato spazio a gruppi Facebook e Coach che possono essere di aiuto per noi creative, ora ho deciso di lasciare un po’ di spazio a voi, alle mie amiche creative.

Sarà per chi mi segue una bella occasione per conoscere artigiane che creano cose meravigliose, un modo per invitarvi a seguirle e quando ne avrete l’occasione, perché no, acquistare da loro un regalo per i vostri amici e parenti ma anche per voi.

Oggi inizio con una persona speciale, arrivata nella mia vita da poco ma con cui si è creato subito feeling.

Sto parlando di Marta Della Bella. Marta come scrive lei stessa sul suo blog, disegna ‘parole colorate e da colorare per permetterti di concederti un momento ricreativo per riportare nella tua vita la bellezza della parola’.

 

 

Ma scopriamo qualcosa di più iniziando a chiederti chi è Marta?

 

Grazie Simonetta, parlare di me è sempre complesso perché qualche anno fa mi sono resa conto di far parte della folta schiera dei multipotenziali.

Mi occupo di lettering, qualcuno mi chiama artista, qualcun altro grafica, ma la realtà è che  disegno parole: le ho chiamate Parole di Ispirazione, le creo sia colorate che da colorare per metterle a disposizione della creatività degli altri.

Ho una formazione molto varia e in campi diversi, sicuramente in parte per la mia innata curiosità, e in parte per necessità; penso che sia stata questa esperienza a permettermi di concepire qualcosa di particolare che esprimesse a pieno chi sono permettendomi anche di condividerlo in un modo alternativo.

 

 

 

 

 

 

Il tuo brand si chiama La Gazza e l’Unicorno. Ci vuoi raccontare cosa significa questo nome?

 

Ho cercato un nome particolare per il mio brand prima di tutto perché non ho mai amato vedere il mio nome e cognome su un sito: mi ha sempre dato un’idea di formalità che non mi appartiene (preciso che è una mia idea personale), e volevo trovare qualcosa che fosse davvero particolare.

Ti farà ridere ma mi sono sempre identificata nella gazza, perché quando vedo qualcosa che brilla o quando vedo un’esposizione di colori (come nei colorifici) letteralmente non capisco più niente.

Ho sempre detto bonariamente di identificarmi nella gazza, e da lì ho pensato alla possibilità di trovare un nome un po’ fiabesco per il mio brand. A volte semplicemente ti viene un’illuminazione, io ricordo di aver visto un disegno, anni fa, che rappresentava una gazza con un unicorno. Mi piaceva la musicalità, mi piaceva che fosse un po’ evocativa come le favole di Esopo, tanto che poi ho proprio inventato io una favola che collegasse questi due personaggi.

Così è nato La Gazza e L’Unicorno, il diamante che rappresenta la gazza e la stella che rappresenta l’unicorno: uno che risplende della luce che emana l’altro, scomponendola nei colori dell’arcobaleno.

 

 

Disegnare parole è qualcosa di veramente particolare. Come è nata questa idea?

 

È nata nel momento in cui ho ritrovato la mia vena creativa mi sono sorpresa a fare quello che mi piaceva di più e mi veniva meglio: il lettering. Trasformo le lettere e le parole in un disegno che si capisce e non si capisce, che al contempo richiede attenzione e reca con sé un messaggio.

L’idea finale è nata principalmente dal fatto che trovo che si faccia un uso poco attento delle parole quando si parla (sia con sé stessi che con gli atri) e quando si scrive. Mi sono resa conto io per prima di essere tra questi, e quindi ho voluto pensare a un modo per riportare l’attenzione sul linguaggio, sulle parole e sul loro valore.

Sono appassionata di graffiti fin dalla prima adolescenza, faccio parte di quella schiera di giovani cresciuti negli anni Novanta che decoravano diari con mille penne e pennarelli, e disegnavano scritte, come si diceva.

Adoravo il fatto che chi scriveva sui muri, facendo vere e proprie opere d’arte, studiasse le strutture delle lettere stravolgendole e ottenendo un disegno che non era immediatamente leggibile: questo obbligava a fermarsi, imponeva di fermarsi a cercare di capire cosa ci fosse scritto, perché di fatto nascosto lì dentro c’era un messaggio.

 

 

 

 

 

Leggendo la tua biografia vedo che tu hai diverse competenze anche in ambiti apparentemente diversi tra loro. Come il tutto si lega con le tue Parole?

 

Le Parole di Ispirazione sono la sintesi di un percorso lungo una vita, almeno fino a qui.

Ho sempre cercato di reinventarmi davanti alle esigenze che mi si ponevano davanti e questo mi ha portata a studiare molto, ad approfondire e a farmi un sacco di domande.

All’università ho scritto e discusso una tesi in semiotica trattando la creazione di un logo, che mi ha consentito di studiare le forme, i caratteri di scrittura (font) e i colori da un diverso punto di vista.

Per alcuni anni ho lavorato nel marketing e nella comunicazione, e parallelamente mi sono interessata e occupata del mondo dell’artigianato femminile, che mi ha permesso di comprendere il valore di ciò che è creato a mano.

Successivamente mi sono diplomata in naturopatia, specializzandomi in rimedi floreali, tecniche immaginative di rilassamento, e mandala.

Nel tempo mi sono resa conto che per me il denominatore comune di tutte queste discipline è la parola (i rimedi floreali sono collegati a parole ed espressioni, le tecniche immaginative di rilassamento scelgono la parola con attenzione per condurre il rilassamento, la colorazione del Mandala spesso fa emergere parole).

Mi sono davvero resa conto di quanto valore avessero le parole proprio grazie a questi studi e ho compreso di voler condividere con gli altri questa mia intuizione: la passione per il lettering ha fatto il resto.

Complice il fatto che in quel periodo stavano nascendo moltissimi libri da colorare per adulti, ho pensato di disegnare parole positive e belle perché fossero colorate da altri, così ho creato il mio primo libro “Word Up – basta una parola”. E così le Parole di Ispirazione sono diventate ciò che faccio.

 

 

 

 

 

 

Parliamo ora di Parole. Ti hanno mai richiesto parole particolari? E soprattutto chi è il tuo cliente? Perché vuole una delle tue coloratissime parole?

 

Mi sono state chieste parole in italiano e in inglese, di solito sono parole di ispirazione collegate alla parola personale dell’anno. In molti casi mi sono stati richiesti dei nomi, spesso per bambini e adolescenti.

Di solito la parola creata su misura nasce da una conversazione che ho con la cliente, per capire come “cucirgliela addosso” in base a ciò che quella parola comunica proprio a lei.

Traduco tutto questo nei disegni che accompagnano la parola decorandola e usandola come base su cui sviluppare tutto il resto.

In generale sono molto felice di aver avuto clienti che hanno scelto di regalare a qualcuno una parola di ispirazione da esporre in casa, che è uno dei primi motivi che mi ha spinta a realizzarle anche colorate.

Le mie clienti sono principalmente donne che amano i colori e sono incuriosite dal mio progetto: lo trovano nuovo, curioso, a volte appassionante, apprezzano e condividono l’idea di riportare l’attenzione sulla parola e il suo significato.

 

 

Concludo con la classica domanda. Progetti per il futuro?

 

Ho diversi progetti che bollono in pentola, alcuni editoriali di cui spero di poter rivelare di più molto presto e altri relativi a workshop che terrò in collaborazione con altre professioniste sia online sia in presenza, anche grazie a Sognosoloacolori, con cui collaboro, e Rete al Femminile di cui faccio parte.

Un progetto particolare e che mi piace pensare a 4 mani riguarda le Explosion Box che hai realizzato con le mie parole: sarai d’accordo con me che ci siamo divertite molto a realizzarle, e mi sembrano una versione 3D del mio libro “Word Up – basta una parola”.

È una box che porta un messaggio, anzi più d’uno grazie agli aforismi che scegli di inserire; in più è molto versatile perché può essere personalizzata e realizzata in mille modi diversi sia colorata che da colorare o in combinazione, come quella che abbiamo realizzato per la grandissima Gioia Gottini: in quel caso portava il messaggio della parola personale dell’anno, e penso che oltre ad essere un oggetto molto bello e scenografico, abbia anche un significato importante per chi sceglie la propria parola dell’anno.

 

 

 

 

Grazie Marta per aver citato le box che abbiamo realizzato insieme. Confermo che anche per me è stata una esperienza molto bella e interessante e mi hai fatto scoprire un mondo nuovo, colorato e pieno di belle parole di ispirazione 😊 Attendiamo con curiosità i tuoi progetti editoriale allora!

 

 

Per chi vuole conoscere meglio Marta vi lascio i suoi link:

Pagina Facebook: La gazza e L’unicorno

Instagram: marta.lagazzaelunicorno

Blog: La Gazza E L’Unicorno

 

 

 

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